Villa Necchi Campiglio
Via Mozart 14 - Milano
Tel. 02 76340121 - Fax 02 76395526
E-mail: fainecchi@fondoambiente.it

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Descrizione

Villa Necchi Campiglio è uno splendido tesoro di arte e architettura nel cuore di Milano.
 
La Villa è stata realizzata da Piero Portaluppi tra il 1932 e il 1935 per il nucleo familiare composto da Angelo Campiglio, sua moglie Gigina Necchi e sua cognata Nedda.
 
Il mondo dei Necchi Campiglio è quello dell’alta borghesia industriale lombarda, classe agiata, ma anche tenace lavoratrice e al passo coi tempi. A loro si deve l’invenzione della celebre macchina da cucire.
 
A Portaluppi subentrerà Tomaso Buzzi, che, nel secondo dopoguerra, conferirà alle sale un aspetto più classico e tradizionale. La Villa ospita la Collezione Alighiero ed Emilietta de’ Micheli e, al piano terra, la Collezione Claudia Gian Ferrari di opere italiane del XX secolo.
 
La residenza, donata al FAI dalle due sorelle Gigina e Nedda nel 2001, è divenuta dopo i lavori di restauro e l’apertura al pubblico nel 2008, una casa museo in grado di restituire al pubblico l'opera di Piero Portaluppi che l’ha progettata.

Gli ambienti
La distribuzione funzionale degli ambienti della Villa rispecchia le scelte progettuali di proprietari e architetto: il piano terra destinato a prestigiosa sede di rappresentanza, quello superiore adibito a zona notte e l’ampio sottotetto riservato alle camere per la servitù. Il seminterrato ospitava, infine, i locali di servizio e deposito nonché quelli dedicati alle attività ricreative dei padroni di casa (palestra, sale per proiezioni, spogliatoio e docce per la piscina).
 
Come gli impianti esterni, anche i locali interni erano dotati dei più innovativi sistemi messi a disposizione dalla scienza dell'epoca. La modernità aveva investito ogni funzione della Villa e della vita domestica, offrendo ai suoi abitanti quanto di più aggiornato in termini di comfort (si pensi alla presenza di ascensore, montavivande, citofoni interni ecc.) e di sicurezza (la grata automatica di protezione dell'ingresso, le casseforti e i caveau murati).
 
L’interesse per i valori di praticità e agiatezza era sempre stato accostato a un ricercato utilizzo di materiali di alta qualità e a una sapiente cura per l’apparato decorativo. Villa Necchi Campiglio rappresenta infatti una fase-chiave nel percorso stilistico di Portaluppi, segnandone il graduale passaggio da una già sperimentata adesione alle linee déco a una nuova attenzione per le recenti tendenze del razionalismo.
 
Sarà solo dopo la fine della guerra che lo stile della Villa muterà orientamento con l’arrivo dell’architetto Tommaso Buzzi e la conseguente opera di limatura delle rigidezze anni Trenta, grazie alla profusione di drappi e tendaggi e a un generale intervento di ammorbidimento delle superfici. Nello stesso tempo, un più classico repertorio di arredi antiquariali prenderà il posto dei mobili moderni originari, rispondendo così all’esigenza di adeguare lo stile degli interni al tradizionale gusto per l’antico diffuso nelle dimore milanesi.
Alcune generose donazioni di opere abbelliscono oggi la Villa, come il Vaso di Fausto Melotti o il grande dipinto Monumento ai caduti in corsa di Felice Casorati.

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Villa Necchi Campiglio

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